Incontro sulle dipendenze

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Si è parlato di… fumo. E di tutte le altre forme di dipendenza da sostanze stupefacenti. Nell’ambito della seconda tornata di incontri con il psicoterapeuta Giubileo, è giunto a San Severino, al Comprensivo Venturi diretto da Sandro Luciani, un ospite che in fatto di esperienza sul campo riguardo alle tematiche delle dipendenze non è secondo a nessuno: Gaetano Angeletti. Il presidente dell’Associazione “La Rondinella” di  Corridonia ha incontrato le classi seconde della Secondaria, con le quali ha avuto modo di approfondire il discorso su un tema di profonda attualità. Il quadro presentato da Angeletti, colpito anni fa dal gravissimo lutto del figlio, morto per overdose («non lo sentivo da un anno e mezzo, l’ho rivisto l’ultima volta in una bara; lo piango ogni sera»), ha destato l’interesse e la preoccupazione di alunni e docenti. «Le Marche vantano il triste primato con l’Umbria di regioni con il più alto consumo pro capite di droga. Non vi fate ingannare dai finti amici – ha ammonito Angeletti – che vi spingono a provare perché altrimenti sareste considerati poco coraggiosi e spavaldi. Chi propone il consumo di droga è un vigliacco e chi la usa un debole». Gli studenti del Venturi sono stati impressionati dal fatto che le sostanze stupefacenti sono presenti massicciamente anche sul territorio comunale: «Sembra che voglia fare l’uccello del malaugurio – ha soggiunto Angeletti con il supporto di Giubileo – ma il traffico di sostanze si sta allargando a macchia d’olio. In tutta la provincia. Dai centri più grandi a quelli più piccoli. Sempre più spesso vengono a ricorrere all’associazione che rappresento genitori in lacrime, con il cuore in gola per i propri figli che vivono come zombies, mogli impaurite per la sorte loro e dei propri piccoli in pericolo per il comportamento «stranamente» aggressivo dei propri mariti che hanno cominciato a fare uso di sostanze, ragazzi svuotati dall’uso reiterato di ogni tipo di droga. All’inizio chi viene da noi, e molti genitori sono anche insegnanti, non vuol intendere che la situazione è compromessa. Continuano a fare di testa loro per ritornare a chiedere aiuto a distanza di mesi, con la salute di chi è preda di questa piaga ormai compromessa e con i conti correnti svuotati per pagare le dosi giornaliere. A quel punto l’unica strada che rimane per la correzione dagli abusi di droghe è la comunità terapeutica. E non fatevi ingannare dalla divisione, ormai superata, tra droghe leggere e pesanti. Non esiste! I malavitosi che gestiscono il mercato degli stupefacenti trattano i loro prodotti in modo da creare subito dipendenza. E pian piano i neuroni del cervello dei consumatori si deteriorano irreparabilmente. Vivete la vostra vita con gioia e con ampiezza di interessi – ha esortato in conclusione Angeletti – ma state alla larga, per il vostro bene, da chi vi offre strade sbagliate per raggiungere la felicità. Otto teenager su dieci attualmente hanno provato almeno una volta l’ebbrezza momentanea di uno stupefacente. Pochi trovano la forza per uscirne. Alcuni perdono la vita».


   

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