In pensione

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Si ripete, rituale, ogni anno, ma stavolta ha avuto un sapore particolare. La breve ma intensa festa per i pensionandi di ogni ordine e grado all’Istituto comprensivo Tacchi Venturi ha visto infatti lasciare, fra gli altri, la sempreverde prof. Rita Serrani. Autentico baluardo, da anni, dell’istituto, la Serrani ha saputo coniugare la professionalità dell’insegnamento della propria materia con l’affetto totale dei ragazzi (espresso all’epilogo dell’anno scolastico da una festa a sorpresa ad opera degli studenti con maglia autografata da ognuno di essi donata alla prof.) e la stima profonda di tutti i colleghi che l’hanno avuta, per lunghe stagioni, alla loro testa come fiduciaria del dirigente Sandro Luciani per la Secondaria. La «vice preside», investita di un ruolo tanto importante quanto scomodo per l’innumerevole serie di responsabilità con cui convivere quotidianamente, ha saputo dosare, nel corso dei tanti anni scolastici vissuti da protagonista, generosità, impegno a 360° in ogni occasione istituzionale e, raramente e solo se necessario, severità. Cosicché i colleghi hanno imparato ad apprezzarla come saldo punto di riferimento e gli studenti non hanno mai smesso di amarla come una seconda mamma, affettuosa, coinvolgente, ma al contempo vigile ed attenta. Degno corollario di una tale partenza è stato il collega di Sostegno Egidio Pacella. Indimenticato portiere della Settempeda in gioventù, Pacella ha svolto il suo ruolo con profonda dedizione nonostante i casi difficili di una specializzazione della professione, il Sostegno, che l’ha visto protagonista fin dal suo sorgere. Applausi scroscianti anche per le maestre Andreina Paciaroni e Maria Claudia Pagnotta che, con il maestro (raro caso di elemento maschile nella Primaria) Massimo Altobelli («non sono parente di Spillo, visto che molti me lo chiedono»), hanno forgiato con successo e affetto smisurato intere generazioni di bambini, ora uomini e donne autentici. Fra i tanti saluti anche quello della collaboratrice Patrizia Mulinari, in rappresentanza di una figura, quella dell’antico ed operoso «bidello», sempre più merce rara in una scuola che paga dazio ai tagli. Fra lazzi, ricordi e poesie, il saluto gradito del vice sindaco ed ex preside Vanna Bianconi: «Non sono qua come vice sindaco, né come ex dirigente, ma solo come amica di persone indimenticabili». Autentiche colonne che vanno a sottrarsi ad un istituto sempre più difficile da gestire per stare al passo con i tempi ed ai ritmi imposti dalla burocrazia. Quest’anno, per il «cambio della guardia» di tali docenti, sarebbe stata opportuna location… Buckingham Palace. Sorry, Her Majesty!


   

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