Cronisti in classe

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Se per voi vincere non è importante, “ma è l’unica cosa che conta”, come direbbe l’inarrivabile Zlatan Ibrahimovic, potete anche evitare di leggere le restanti righe del pezzo. Se invece siete inclini a pensare che un’esperienza rimane positiva, se volta a crescere il bagaglio culturale di uno studente o di un adulto, aldilà del premi finali di un concorso, abbiate la pazienza di proseguire. I ragazzi della 3^ C dell’Ic Padre Tacchi Venturi ce l’hanno messa a tutta per immedesimarsi nella parte del cronista, di colui che vuol raccontare i fatti più significativi del Comune in cui vive e della scuola che frequenta. Per tentare di concorrere ai premi del concorso del Resto del Carlino “Cronisti in classe” ma, soprattutto, per imparare un nuovo modo di approcciarsi a quella che un tempo sarebbe stata la pagina bianca e che ora si è tramutata nella pagina word del proprio computer. Hanno raccontato le loro paure vissute nel corso di un anno scolastico reso “indimenticabile” dal sisma che ha privato alcuni di loro della propria abitazione, altri di possibili sviluppi lavorativi in prospettiva e tutti di amici che hanno dovuto fare i bagagli per riparare nei centri della riviera in attesa di buone nuove sul fronte ricostruzione o che forse non incontreranno più perché a loro agio nel nuovo tessuto sociale del Comune che hanno scelto o dovuto scegliere per vivere. I ragazzi della prof.ssa di Lettere Sandra De Felice si sono cimentati in altri temi: dalla campestre d’istituto alle ansie per la scelta della scuola futura, fino ad intervistare la docente scrittrice Laura Iura, autrice di un saggio sui Promessi Sposi. Non avranno vinto ma hanno avuto la possibilità di saggiare e, magari alcuni di essi apprezzare per un possibile lavoro futuro che cosa significa scrivere un articolo di giornale, cartaceo oppure on line. Se un pizzico di rammarico c’è stato per non… essere andati a premio (non ditelo a Ibra…), il ricordo dell’esperienza del corso di giornalismo potrà essere magari rispolverata all’esame di stato di italiano delle superiori, dove a meno di cambiamenti in itinere sarà possibile effettuare la prova con “taglio” giornalistico. A nostro modesto avviso, ragazzi, avete fatto un buon lavoro. Foto di gruppo meritata (almeno quella…), così come l’”in bocca al lupo” per l’esame che affronterete a breve. Ricordi a parte, siamo di nuovo nella cronaca quotidiana. E voi, ancora protagonisti. Stavolta sui banchi di scuola. Il giornalismo può attendere.


   

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